DOVE OSANO LE PASSERE
(I TRE DELLA FARAONA SELVAGGIA)
Cantami o birra dei prodi uominiBestia le eroiche gesta, che infinita addusse gloria ad essi.
Proprio come nell’Iliade, dopo nove anni di sortite e saccheggi, gli uominiBestia hanno predisposto con cura il piano e hanno piazzato un proprio avamposto nella terra di frontiera. Pronti a sferrare l’attacco finale alla prospera Bavaria. Pronti a mietere vittime e a far bottino. Pronti ad espugnare (e spugnare) Monaco, la leggendaria citt‡ dalle mille birrerie.
Centinaia di pulzelle bavaresi gi‡ tremano al racconto delle mirabili imprese dei tre cavalieri sessiferi. Non maschi qualunque, non uomini e basta, ma uominiBestia.
E’ la mattina del 15 agosto 2007, quando l’uB Ezio salpa da Milano alla volta di Bergamo, dove lo aspetta l’uB Meri. Dopo pochi secondi di convenevoli, l’uB Meri carica zaino tattico e sacco a pelo sul piccolo e veloce incrociatore ed i due partono per Bozen. E’ lÏ che l’uB Albert li aspetta. LÏ ha fatto breccia tra le file nemiche e da mesi vive in un bunker attorniato da cecchini finocchi (cecchipaoni appunto). E’ lÏ che si terr‡ il Gran Consiglio e verrano prese decisioni destinate a cambiare le sorti del mondo.
Giunti a Bolzano in gran segreto, i due incontrano il terzo feldmaresciallo che li guida veloce e sicuro fino al proprio bunker. Pochi minuti per occultare il mezzo e sistemare i bagagli e via verso l’Hopfen, per rifocillarsi e rinfrescarsi la gola con il sacro nettare.
Proprio alla storica birreria, una spia nemica, travestita da cameriere cingalopakistano che fa finta di non capire un cazzo, Ë in attesa dei tre generalissimi per avvelenarli con della helles non ancora giunta a maturazione. Ma gli uominiBestia sono sempre all’erta, e, grazie ad una soffiata del mastro birraio, sventano il tentativo di avvelenamento bevendo wei_ e carpiscono alla spia (che in fin dei conti non capisce un cazzo davvero) il segreto del caveau della Hopfen.
Dopo il lauto pranzo i tre si avviano a piedi verso il bunker, e, per depistare i nemici che gi‡ si erano messi sulle loro tracce, si fanno largo tra la catalogata boscaglia del neverending boulevard, per poi inerpicarsi sul fianco della montagna, tra piscine d’ogni sorta e singolari quanto pericolanti formazioni rocciose, e infine far rotta per il bunker scendendo un vertiginoso pendio.
Una volta asserragliati nel covo, spossati ed assetati per la perigliosa marcia, gli uominiBestia si concedono qualche minuto di riposo e un po’ d’acqua… ma solo quel tanto che serve per scongiurare la disidratazione.
Alle 18.30 perÚ È ora di uscire per l’incontro con il loro uomo, la famosissima spia mediorientale che da anni vaga per l’Europa in cerca di asilo accumulando ricchezze, l’uomo conosciuto solo con lo pseudonimo de “il barman”.
Pronti per la sortita, dopo aver controllato l’affastellamento ed aver lavato le armi nella doccia del bunker, i tre si dirigono con passo veloce e sicuro verso il Grand Hotel Laurin. LÏ, in base alle informazioni dell’uB Albert li attende il loro uomo. Non È compito facile individuare e prendere contatti con questo sfuggente e diafano individuo, ma i tre sono mastini della guerra, conoscono il mestiere e anno informatori ovunque nel tessuto locale. Giunti al banco del bar, inizia il colloquio fatto di frasi in codice ed informazioni abilmente cifrate:
“…tre americani…”
“…subito signori…”
“…ah, lei usa il Punt e Mes Antica Formula, non il Martini…”
“…al giorno d’oggi il Punt e Mes Ë una rarit‡, ed io sono un nostalgico…”
TouchË! Era il loro uomo. Contatto stabilito con successo!
A causa di un plotone di cinesi che si È impossessato di tutto il ristorante, “il barman” È costretto ad allestire un tavolo sulla terrazza del bar, al sicuro dalla bolgia di musi gialli e sufficientemente lontano dagli sguardi indiscreti e lascivi delle passerotte altoatesine. Per tutta la cena, tra una portata e l’atra, continua lo scambio di informazioni criptate. Degno di nota il tentativo di abbordaggio di una spia nemica operante sotto le mentite spoglie di collega de “il barman” la quale, con fare mellifluo e sguardo promettente, lasciava intendere di gradire la compagnia degli uominiBestia non solo a tavola. Sventato il velleitario arrembaggio, il convivio Ë proseguito fino al pirico e spumeggiante epilogo allorchÈ, ordinata una bottiglia di rosee bollicine transalpine, in trance bellica e carico di adrenalina, allargando le braccia “il barman” rivolgeva ai tre eroi la fatidica domanda retorica: “…ovviamente, sciaboliamo…?”.
Dopo un rapido scambio di eloquenti sguardi i tre feldmarescialli esclamavano all’unisono: “…ovviamente!”
Ed È cosÏ che l’affilata lama della sciabola ha reciso il vitreo collo, i calici sono stati riempiti ed Ë stato suggellato l’accordo. La decisione Ë presa. Il dado È tratto. Via libera all’acquisizione del palauBa, quel misterioso ordigno coperto da segreto militare che sta ad una tenda da campeggio come un motorhome sta ad un camper.
Il nido dell’aquila Ë quasi pronto. Il tempo stringe. E’ tempo di barakka. E’ tempo di gloria. E’ tempo di Oktober.
uB Ezio
Appendice I
Le pagelle dell’uB Ezio
uB Albert – voto 8
Nonostante sia l’unico essere “certificato” ad essere uscito dal Pronto Soccorso in gessato (cosÏ com’era entrato) invece di uscirne ingessato, conosce tutti gli indigeni che contano ed Ë sempre in fuorigiri.
Burn Out!
uB Meri – voto 7,5
Come al solito di poche di parole. Pi_ sostanza che forma. Se giocasse a calcio sarebbe un mediano come nemmeno Oriali lo Ë stato. La fortuna vuole che, come ogni uomoBestia, odi lo sport.
Onnipresente!
uB Ezio – voto 7,5
Ingrassato anche senza l’ausilio della lipidica aria bolzanina, tiene botta nonostante la giovane et‡ e dispensa benedizioni “urbi e trombi” dimostrando di aver conservato il senso della frase di sempre.
Sbarbato!
Turisti romani – voto 3
Sono pi_ di 1500 anni che l’Urbe non conta pi_ un cazzo Ë ancora girano le province dell’impero come se fossero i padroni.
Per piacere, qualcuno spieghi loro che il modo giusto per ordinare un paio di brez’n non Ë “aho… che me dai du ciambellotti?!?”.
Barbari!